Maglia nera

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Il ciclismo è uno sport peculiare, diverso dagli altri. Nel ciclismo si tifano tutti, a prescindere dai colori e dalle bandiere, da chi vince e da chi perde. Gli appassionati di questo sport supportano tutti gli uomini e tutte le donne che sfidano i propri limiti e cercano sempre di migliorarsi. Tutti gli atleti meritano qualcuno che apprezzi la loro fatica e la loro umana vulnerabilità. Il ciclismo è uno sport meraviglioso, che ricorda gli ultimi al pari dei primi.

Dal 1946 al 1951, l’ultimo classificato al Giro d’Italia fu premiato con l’indimenticabile “Maglia Nera” e con succulenti somme di denaro. Di conseguenza, alcuni corridori iniziarono contendersi l’ultimo posto della Corsa Rosa dando vita a scene che rasentano l’assurdo. Sono famose, per esempio, le lotte al ritardo tra Luigi Malabrocca e Sante Carollo, che si nascondevano nei bar o dietro alle case per perdere tempo e per farsi superare dal gruppo.

La prestigiosa Maglia Nera fu abolita prima del Giro d’Italia 1952, in seguito alle proteste dei ciclisti che denunciavano gli episodi ridicoli e antisportivi che questo riconoscimento provocava.

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