Il leone Van Aert ruggisce a Siena

Dopo critiche e sofferenze, Wout Van Aert vince la nona tappa del Giro d'Italia sugli sterrati della Strade Bianche

Ph:BBC

Sei uno dei ciclisti più forti del mondo.
Vinci in tutte le discipline e su tutti terreni, dal ciclocross alla strada, in volata e in montagna.
Diventi il favorito per le classiche del pavè e i belgi credono di aver trovato l’erede di Tom Boonen.

Eppure qualcosa si inceppa.
Gli altri diventano sempre più forti e vincenti. Te invece non migliori più.
Ti superano e ti lasciano indietro.
Allora cambi preparazione e calendario per vincere il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix, i tuoi veri obiettivi. Decidi addirittura di saltare la Milano-Sanremo per arrivare al top alla Ronde, sognando di vincere tra i tifosi di casa.
Ma pochi giorni prima, alla Dwars Door Vlaanderen, cadi insieme ad altri ciclisti e il sogno svanisce. Clavicola e diverse costole rotte ti costringono ad un lungo stop.
Dopo mesi di lotta torni al meglio per la Vuelta. Nel Grande Giro spagnolo voli. Vinci tappe, domini la classifica a punti e riesci perfino a competere contro i migliori scalatori del mondo per la maglia a pois.
Ma la sorte non ti è mai stata amica: in una discesa della 16ª tappa, mentre ti stai giocando la vittoria nella fuga di giornata, cadi e ti fai male al ginocchio. Sei abituato a lottare, quindi ti rialzi e riparti. Ma il dolore è troppo e devi arrenderti. Nessuna frattura, ma una profonda ferita al ginocchio e tante lacrime.

L’età avanza, hai ormai 30 anni e potresti non tornare più il fenomeno di un tempo. La gamba non gira, i risultati non arrivano e alcuni ti criticano.

Non capiscono che il ciclismo è uno sport condizionato da troppe variabili. Non sempre vince chi se lo merita e a volte essere forti non basta. Serve anche la fortuna, che te non hai mai avuto. Ma tra gli elementi che influenzano questo sport dannato e meraviglioso c’è una capacità in cui te sei il migliore al mondo: la resilienza. Te cadi, ti rialzi, cadi ancora ma non ti arrendi. Non importa quante volte arrivi secondo, ci riprovi e speri che il vento giri a tuo favore.

Dopo una serie di secondi posti scottanti arrivi alla nona tappa del Giro d’Italia 2025 che termina a Siena dopo gli sterrati della Strade Bianche, la corsa dove ti sei fatto conoscere al grande pubblico nel 2018.
Resisti agli attacchi dello scatenato Del Toro e poi lo batti in volata, conquistando una tappa meravigliosa.

Dopo tante sofferenze la tua combattività ti premia e ti libera dai demoni.

A Siena scopri che il vento gira, è solo questione di tempo.

Vale la pena pazientare, perché più è alta la montagna da scalare e più è bello il panorama che si vede dalla vetta.

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Alessio Diosono

Alessio Diosono

Storie, curiosità, approfondimenti ed analisi sul ciclismo, passato e presente. Raccontate rigorosamente dal... divano!
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