Il Giro delle Fiandre 2023 è stato arte pura.
La Ronde numero 107 è stata passione, azione, spettacolo, emozione e magia.
In altre parole, il Fiandre 2023 ha rappresentato l’essenza del ciclismo.
Attacchi, fughe, contrattacchi, colpi di scena e, infine, un assolo meraviglioso da parte di uno straordinario interprete dell’arte della bicicletta.
Ecco cosa è successo alla Ronde Van Vlaanderen 2023.
Il primo colpo di scena è stato una maxi-caduta di gruppo, nella quale sono stati coinvolti almeno 50 corridori. L’incidente è stato causato da una clamorosa disattenzione di Filip Maciejuk (Bahrein Victorious) che poi verrà squalificato per questo gesto. La maxi-caduta ha costretto al ritiro molti ciclisti, tra cui anche Tim Wellens (UAE Team Emirates) e Peter Sagan (TotalEnergies). Sicuramente non un dolce addio alla Ronde per lo slovacco, lui che questa corsa l’ha conquistata nel 2016.
Ad ogni modo, tra attacchi e contrattacchi, la corsa è andata avanti.
Velocità infernale
Il ritmo è stato sempre elevatissimo, molti corridori, anche di assoluto spessore, hanno cercato di anticipare lanciandosi in coraggiose azioni da lontano. Certo, perché se aspetti se aspetti che si muovano Pogačar, Van Aert o Van der Poel, a quel punto quei mostri ti staccano. L’unica speranza è sorprenderli da lontano.
E allora ecco che anche degli assoluti fuoriclasse come Kasper Asgreen, Stefan Küng, Neilson Powless e Mads Pedersen si sono mossi a 100 km dall’arrivo, andando a formare un gruppo di testa davvero pericoloso.
A 71 km dalla conclusione, una caduta ha costretto al ritiro due favoriti come Matej Mohorič (Bahrein-Victorious) e Biniam Girmay (Intermarché-Circus-Wanty).
Lo show di Pogačar
Ma ecco uno dei momenti chiave della corsa: il secondo passaggio sull’Oude Kwaremont, a 55 km dal traguardo. Sulle prime rampe del muro leggendario la UAE lancia Tadej Pogačar che spacca definitivamente il gruppo e crea la selezione decisiva. Van Aert e Van der Poel si riportano a fatica sulla ruota dello sloveno, una ruota decisamente difficile da seguire. E la fatica aumenterà nei chilometri successivi. Sì, perché Pogačar continua ad attaccare. E attacca continuamente, ad ogni muro corrisponde una stoccata del gioiello di Komenda.
A 29 km dall’arrivo, Pedersen stacca gli altri attaccanti e si porta da solo al comando.
Ma dietro i 3 fenomeni stanno arrivando.
Sul Kruisberg/Hotond non è Pogačar, ma Van der Poel che accellera e, colpo di scena, stacca Van Aert.
Dunque, Van der Poel e Pogačar rientrano da soli sul gruppetto degli inseguitori di Pedersen.
Ma poi c’è il Kwaremont, per l’ultima volta.
E qui Pogačar piazza l’ultima, brutale, decisiva fiammata.
Stacca Van der Poel, rientra su Pedersen (che crolla) e se ne va pure dal danese.
Una prestazione fenomenale da parte di Tadej Pogačar, che ha vinto un pazzo Giro delle Fiandre in solitaria.
RISULTATI:
https://www.procyclingstats.com/race/ronde-van-vlaanderen/2023/result
Uno dei Fiandre più spettacolari di sempre
Io credo che siamo stati privilegiati ad aver avuto la possibilità di vedere la Ronde 2023.
Mi ricordo poche corse in cui i “Big” abbiano movimentato le acque da così lontano. Mi ricordo poche corse che siano state affrontate ad una simile intensità. Tra l’altro, questo è stato, per ora, il Fiandre più veloce di sempre. Forse, inoltre, non ho mai visto un numero simile a quello di Tadej Pogačar. Lui ha infatti letteralmente torturato i suoi avversari sui muri, attaccando a ripetizione, senza sosta.
Ha fatto diventare questo Fiandre un inferno per tutti gli altri e un paradiso per se stesso.
Lo sloveno è inoltre il terzo ciclista nella storia ad aver vinto sia il Tour de France sia il Giro delle Fiandre, preceduto dai soli Louison Bobet ed Eddie Merckx.
Questo ci fa capire quanto sia completo Tadej Pogačar.
Lui è un mago, un diamante, un talento raro.
Tadej Pogačar è un fenomeno.
Sì, mi è piaciuta proprio tanto l’edizione 107 della Ronde Van Vlaanderen.