Tadej Pogačar infiamma le côtes di una Liegi gelida

"Tornado Tadej" sbaraglia la concorrenza alla Liegi nel ricordo della madre di Urška Žigart

“Tornado Tadej” sbaraglia la concorrenza alla Liegi-Bastogne-Liegi 2024 nel ricordo della madre della compagna Urška Žigart, anche lei ciclista professionista. “È stata una giornata toccante, ho corso pensando tutto il giorno alla mamma di Urška” le parole dello sloveno a fine gara.

Il racconto della corsa

Piove a tratti e un vento glaciale soffia sulle strade de “La Doyenne“, come viene chiamata la più antica “Classica Monumento”. La fuga di giornata prende il largo dopo pochi chilometri. Gli attaccanti sono Gil Gelders (Soudal Quick-Step), Remy Rochas (Groupama-FDJ), Enzo Leijnse (DSM-Firmenich PostNL), Christian Scaroni (Astana Qazaqstan Team), Lilian Calmejane (Intermarché-Wanty), Iván Romeo (Movistar Team), Loic Vliegen (Bingoal WB), Fabien Doubey e Paul Ourselin (TotalEnergies). La fuga viene però sempre tenuta sotto controllo e la velocità del gruppo aumenta col passare delle ore, riducendo il gap a solo 1:20 quando mancano 100 chilometri al traguardo.

A 97 chilometri dall’arrivo una cadutona spacca il gruppo a metà. Il campione del mondo Mathieu Van der Poel (Alpecin-Deceuninck) è in coda al gruppo ed è costretto a fermarsi. Altri big rimasti dietro sono Mauri Vansevenant (Soudal Quick-Step), Romain Gregoire (Groupama-FDJ) e Pello Bilbao (Bahrain-Victorious). Poco dopo Thomas Pidcock (INEOS Grenadiers) fora e finisce nel gruppo Van der Poel. La Israel-Premier Tech accellera sulla “Côte de Mont-le-Soie” e riprende la fuga con un’azione pazzesca. Quando mancano 85 chilometri alla conlcusione, il gruppo Van der Poel accusa 1:30 di ritardo e la corsa per loro sembra già finita.

L’inseguimento

Pidcock, Vansevenant e Gregoire attaccano dal secondo gruppo per provare a rientrare da soli. Davanti un’ingenua Israel esaurisce le energie e smette di tirare. Di conseguenza, la UAE Emirates si mette in testa ma impone un ritmo più basso. Quando mancano 71 chilometri Pidcock, Gregoire e Vansevenant rientrano. Poco dopo anche il gruppo Van der Poel riprende la testa della corsa, grazie soprattutto al lavoro della Bahrain-Victorious. Ad ogni modo, la fatica fatta per completare l’inseguimento presenterà il conto nel finale. La Liegi è infatti una gara senza respiro, dove le côtes si susseguono incessantemente e non c’è modo di recuperare.

Il forcing della UAE e lo stradominio di Pogačar

Da quando mancano 60 chilometri, la UAE Emirates di Tadej Pogačar inizia a fare sul serio. Tutta la squadra tira, ma è lo sloveno Domen Novak che impressiona. È infatti il connazionale del suo capitano che aumenta il ritmo e crea selezione ad ogni salita. Tadej Pogačar è il più scalatore tra i big in gara e ha quindi bisogno di corsa dura. Il ragazzo di Novo Mesto è l’atleta che rende la corsa selettiva e mette il fenomeno di Komenda nelle migliori condizioni possibili per fare la differenza.

A 35 chilometri dal traguardo comincia la leggendaria “Côte de la Redoute” e sul forcing di un infaticabile Novak si stacca il vincitore della Freccia Vallone Stephen Williams, rendendo vano tutto il lavoro svolto dalla Israel Premier Tech. Non appena Novak si sposta, Pogačar attacca secco. Richard Carapaz (EF Education EasyPost) è l’unico che sembra riportarsi sullo sloveno, ma poi va in fuorigiri e si pianta di colpo. Gli altri sono ancora più in difficoltà. Pogačar se ne va da solo, ha un altro passo. All’inseguimento del plurivincitore del Tour de France si forma un gruppo numeroso, ma in soli 5 chilometri lo sloveno ha già 40 secondi di vantaggio.

Ben Healy (EF), Romain Bardet (DSM), Romain Gregoire e Benoît Cosnefroy (Decathlon AG2R La Mondiale Team) attaccano in salita e trovano un buon accordo. Nonostante la collaborazione, l’uomo solo al comando guadagna ulteriore terreno. A 24 chilometri dall’arrivo, Pogačar conserva più di un minuto sui 4 inseguitori e 1:30 su un gruppo anomalamente numeroso. A 14 chilometri dalla meta, Bardet saluta tutti sulla “Côte de la Roche-aux-Faucons“. Il gruppo riprende Healy, Cosnefroy e Gregoire. “Tornado Tadej” guadagna ancora e vince con 1:39 su Bardet e 2:02 su un combattivo Van der Poel, che vince lo sprint del gruppo per la terza posizione.

Risultati e highlights

https://www.procyclingstats.com/race/liege-bastogne-liege/2024/result

https://youtu.be/nsPRERDSsHo?si=XNxYAfVV6RlzyBHl

Considerazioni e commento

Tutti aspettavano il duello tra Pogačar e Van der Poel. In realtà, Pogačar ha stracciato la concorrenza. Il campione del mondo può vincere la più antica “Classica Monumento”, ma per farlo deve alleggerire il calendario e modificare la preparazione. Questa corsa è infatti troppo dura dal punto di vista altimetrico per le caratteristiche dell’olandese. Inoltre, Van der Poel ha dovuto spendere più energie del previsto a causa della caduta che lo ha costretto ad inseguire il gruppo. L’atleta della Alpecin deve ancora risolvere il suo vecchio vizio di correre a lungo nella parte finale del plotone. La Israel-Premier Tech si è invece consumata con il suo stesso gioco. Prima hanno reso la corsa dura, poi si sono staccati tutti. Estremamente deludente il vincitore della Freccia Vallone Stephen Williams. Chi invece non ha deluso è Tadej Pogačar, che dopo il lavoro di un immenso Novak ha staccato tutti a 35 chilometri dal traguardo e ha conquistato la sua seconda Liegi.

Quest’era è dominata da alcuni fuoriclasse che monopolizzano il ciclismo. Considerando le ultime 10 monumento, 8 le hanno vinte infatti o Pogačar o Van der Poel. Il problema per noi appassionati è che le corse rischiano di diventare scontate. Le prime 4 “Classiche Monumento” della stagione sono state, ad eccezione della Milano-Sanremo, alquanto banali. “La Classicissima” è stata infatti l’unica monumento aperta, contraddistinta da assidui scatti ed elettrizzanti capovolgimenti di fronte. Due cadute però hanno ammazzato lo spettacolo per le successive gare. La caduta alla Dwars door Vlaanderen ci ha privati dello scontro tra i big al Fiandre e alla Roubaix, mandando Wout Van Aert all’ospedale e rovinando la forma di Mads Pedersen. Mathieu Van der Poel ha avuto vita facile sul pavè. L’altro grave incidente è invece avvenuto al Giro dei Paesi Baschi. La quarta tappa della storica corsa spagnola è stata infatti caratterizzata da una terrificante caduta che, oltre a compromettere l’intera stagione di Jonas Vingegaard, ha costretto Primož Roglič e Remco Evenepoel a rinunciare alla Liegi-Bastogne-Liegi.

Ad ogni modo, Tadej Pogačar ha realizzato un numero straordinario. Il corridore della UAE si misura con entusiasmo su terreni diversi e lascia sempre il segno, vincendo o facendo la corsa. “Tornado Tadej” è l’emblema dell’amore per il ciclismo. Ma lo sloveno non è solo un grande atleta, è anche un grande uomo. La sua umiltà e la sua simpatia hanno già affascinato il cuore di migliaia di tifosi, e al termine della gara ha dimostrato ancora una volta di possedere un animo sensibile. “È stata una giornata toccante, ho corso pensando tutto il giorno alla mamma di Urška” ha affermato Pogačar a fine gara. Esattamente 2 anni prima della Liegi 2024, la madre della compagna Urška Žigart morì per un tumore e Tadej non partecipò a quell’edizione de “La Doyenne” a causa del lutto.

Goditi la vittoria e i tuoi affetti più cari, Campione!

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Alessio Diosono

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Storie, curiosità, approfondimenti ed analisi sul ciclismo, passato e presente. Raccontate rigorosamente dal... divano!
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