Impresa di Cavendish! Supera Merckx per vittorie al Tour

Testardo, resiliente, determinato: "Cannonball" trionfa a Saint-Vulbas e diventa una leggenda del ciclismo

Il 9 luglio 2008 Mark Cavendish vinceva la sua prima tappa al Tour de France, con l’arrivo di Chateauroux.
Il team Columbia (poi HTC) aveva capito che lo sprinter dell’isola di Man non fosse un atleta qualunque e gli affiancò il treno più forte di sempre. Bernhard Eisel, Tony Martin, Michael Rogers, Edvald Boasson Hagen, Matthew Goss e Mark Renshaw hanno tutti aiutato Cavendish a dominare la scena in quegli anni. Il team HTC era in grado di allungare e rompere il gruppo negli ultimi chilometri delle frazioni pianeggianti, per consentire al “Manx Missile” di prendersi tappe su tappe.
Quella squadra era poesia in movimento.
Ad ogni modo, Cavendish non aveva bisogno di particolari tirate da parte dei gregari per vincere. Bastava che lo portassero davanti, poi ci avrebbe pensato lui. Era nettamente il più forte.

Tuttavia, per riscuotere 35 successi al Tour de France le gambe non sono sufficienti.
Nell’aprile del 2017 gli viene diagnosticata la mononucleosi dopo un periodo di stanchezza cronica, malattia che lo costringe ad un periodo di pausa. Riesce a recuperare per la “Grande Boucle“, ma cade nella quarta tappa di Vittel e si rompe la scapola.
Dopo un periodo di alti e bassi, nel 2021 con la Deceuninck- Quick Step vince la sua seconda Maglia Verde e altre quattro tappe al Tour, eguagliando il record di Merckx a quota 34.

L’età però avanza e i risultati di “Cannonball” diventano sempre più altalenanti. Nel 2023, in maglia Astana, torna al Tour de France con l’obiettivo di battere il record del “Cannibale“.
Nella tappa di Limoges il sogno si arresta: cade e si rompe la clavicola destra.
Quella sarebbe dovuta essere l’ultima occasione per l’ex iridato, che aveva annunciato il ritiro a fine stagione.

Simili incidenti abbattono il morale di molti ciclisti, ma non quello dell’inglese.
Al contrario, lui ha trovato nella sfortuna una motivazione che l’ha spinto a proseguire, sorprendendo tutti, per un altro anno. E la data del ritiro viene così spostata al termine del 2024.
L’ultima stagione del velocista dell’Astana comincia nel peggiore dei modi: a marzo è di nuovo colpito dalla mononucleosi e nella prima metà di stagione i risultati non arrivano.
Pochi credono nel suo progetto.

Nella terza tappa del suo 14esimo Tour de France, Cavendish perde le ruote dei compagni e non disputa lo sprint. Due giorni dopo Torino, la frazione di Saint Vulbas offre la seconda volata della 111esima “Grande Boucle“. Il treno dell’Astana, con Mark Renshaw in ammiraglia, è più attento in questa quinta tappa. “Cannonball” si destreggia con esperienza nell’ultimo chilometro, slalomeggia per trovare un varco e sprigiona tutta la sua potenza negli ultimi 200 metri.
Nessuno lo affianca: Mark Cavendish ce l’ha fatta.
A 39 anni supera Merckx per numero di successi parziali al Tour, raggiungendo quota 35.

Questo traguardo è stato raggiunto grazie alla sua mentalità da campione. Testardo, resiliente, determinato. È caduto tante volte, ma si è sempre rialzato. Ha lavorato duramente per raggiungere il suo obiettivo. Dal 9 luglio 2008 al 3 luglio 2024. 35 vittorie di tappa.
Pochi ci credevano, ma lui sì. E questo è quello che conta.

Grazie di tutto Mark.
Ora goditi i tuoi ultimi giorni di corsa.

La 35esima vittoria di Cavendish al Tour

https://www.procyclingstats.com/race/tour-de-france/2024/stage-5

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Alessio Diosono

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Storie, curiosità, approfondimenti ed analisi sul ciclismo, passato e presente. Raccontate rigorosamente dal... divano!
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