La prima edizione del Tour de France si tenne nel 1903, in piena “Belle Époque“.
In quel momento storico, infatti, le grandi masse di operai che lavoravano nelle fabbriche riuscirono ad ottenere, grazie anche ai sindacati, salari più elevati ed una più umana regolamentazione del lavoro.
Le ore lavorative diminuirono e nacque il cosiddetto “tempo libero”.
Le persone avevano più tempo da dedicare alle proprie passioni e ad attività ricreative.
Non è un caso, dunque, che molti eventi d’intrattenimento nacquero proprio in quel contesto. La gente aveva bisogno di utilizzare il tempo libero per svagarsi, per distrarsi dal lavoro, per divertirsi, per emozionarsi.
Un quotidiano francese, “L’Auto“, fu particolarmente scaltro a comprendere le nuove necessità che le persone avevano sviluppato e decise di organizzare una corsa di ciclismo, il Tour de France, per farsi pubblicità ed incrementare le vendite.
Il colore della maglia del Leader sarebbe stato il giallo, lo stesso del quotidiano.
Il progetto funzionò e “L’Auto” divenne più popolare e ricco.
Quei giornalisti volevano semplicemente rilanciare le vendite dopo qualche anno difficile e, probabilmente, non sapevano di aver creato una corsa destinata a diventare leggenda.
120 anni dopo, il Tour de France è uno degli eventi mediali più importanti al mondo.
E più spettacolari.
Come di consueto, anche quest’anno ci sono tutti i migliori.
C’è poco da aggiungere: godiamoci la “Grande Boucle“!